Chiamate un secondo fotografo per un matrimonio e vi manda la sua nota o la sua fattura. Dovete trattenere il 20% e versarlo voi? Dipende da chi è lui e da chi siete voi. Questo articolo mette in fila i casi più comuni con le regole in vigore nel 2026.
Le regole fiscali cambiano spesso e i casi particolari sono tanti: prima di applicarle, controllatele con il commercialista.
La regola di base
La ritenuta d'acconto del 20% si applica sui compensi per lavoro autonomo (articolo 25 del DPR 600/73). Chi paga trattiene il 20%, lo versa all'Erario con il modello F24 (codice tributo 1040) entro il 16 del mese dopo il pagamento, e a inizio anno consegna al collaboratore la Certificazione Unica.
Deve farlo solo chi è "sostituto d'imposta": in pratica imprese e professionisti. Gli sposi sono privati e non applicano mai la ritenuta sul vostro compenso.
Caso per caso
| Il secondo fotografo è... | Ritenuta del 20%? |
|---|---|
| In regime forfettario | No. In fattura indica che il compenso non è soggetto a ritenuta |
| Un'impresa o un artigiano (reddito d'impresa) | No |
| Un professionista con partita IVA in regime ordinario | Sì, se voi siete sostituti d'imposta |
| Senza partita IVA, prestazione occasionale | Sì, se voi siete sostituti d'imposta |
Se il titolare è forfettario non è sostituto d'imposta per questi compensi e non applica la ritenuta. Deve però indicare i compensi pagati nella dichiarazione dei redditi (quadro RS).
Il fotografo di matrimonio è impresa o professionista?
Conta per capire come fattura il vostro collaboratore, e come fatturate voi. Il codice ATECO della fotografia di matrimonio è il 74.20.19. Molti fotografi sono inquadrati come impresa, spesso artigiana; altri lavorano come professionisti. Le fonti non danno un criterio unico: è una scelta da fare con il commercialista quando si apre la partita IVA, e la trovate scritta nella vostra visura o nel modello di apertura.
Prestazione occasionale
Un secondo fotografo senza partita IVA può lavorare con una prestazione occasionale. Due cose da sapere:
- La soglia dei 5.000 € non è un tetto alla prestazione occasionale. È la cifra oltre la quale, nell'anno, scattano i contributi INPS nella gestione separata.
- La comunicazione preventiva all'Ispettorato del lavoro riguarda solo i committenti che sono imprenditori. Se lo studio è un'impresa va fatta prima che la prestazione inizi; gli studi professionali non organizzati come impresa ne sono esclusi.
Se lo stesso collaboratore lavora con voi tutte le stagioni, la prestazione occasionale smette di essere occasionale. Parlatene con il commercialista.
Le scadenze
- F24 con codice 1040: entro il 16 del mese dopo quello in cui avete pagato.
- Certificazione Unica: va consegnata al collaboratore entro il 16 marzo. All'Agenzia si invia entro il 16 marzo, oppure entro il 30 aprile se contiene solo compensi di lavoro autonomo abituale.
Cosa cambia nei prossimi anni
- Dal 2027 le norme su IVA e versamenti passano in nuovi testi unici. I numeri degli articoli cambiano, la sostanza no.
- Dal 2028 arriva una ritenuta tra imprese: lo 0,5% nel 2028 e l'1% dal 2029 sui pagamenti a chi fattura come impresa. Ne sono esclusi i forfettari. Riguarderà anche gli studi che pagano collaboratori con partita IVA d'impresa.
Tenere traccia dei compensi
Il punto difficile è ricordarsi, a ogni pagamento, chi ha la ritenuta e chi no, e avere i totali pronti per F24 e Certificazione Unica. In SnapBiz ogni pagamento registra IVA, quota non imponibile e ritenuta d'acconto, e il registro si esporta in CSV per il commercialista.